All’imbocco di un basso e buio sottopassaggio
Nel vano tentativo di sfuggire ai pensieri angosciosi che lo tormentano soprattutto di notte, il poeta si aggira come
un’ombra per le stradine buie del paese. Si è scelto questo punto perché qui, come vedete, convergono numerosi vicoli che a
poca distanza si biforcano.
Come il Leopardi, il Serembe paragona la sua vita a quella del passero solitario. Di giorno sta
raramente in compagnia. Infatti nel sonetto Il mio ritratto dice:
Një cik ndë rrole, pra kërkonj qetmìn e moti ture ëndrrur më gënjen
Un po’ nei crocchi e poi cerco il silenzio, lascio che il tempo m’inganni coi sogni.
Ma la sua sofferenza si acuisce di notte, quando il ricordo delle sventure, la consapevolezza delle
speranze deluse, l’abbandono in cui vive senza affetto non gli danno tregua.